Strumento gratuito /06
Il vostro sito è pronto per l’AI?.
Quando ChatGPT, Claude o Perplexity leggono il web, trovano il vostro sito? Controlliamo quattro segnali: llms.txt, accesso dei crawler AI, dati strutturati e sitemap. Senza registrazione.
Come funziona
Tre passaggi, nessuna registrazione.
01
Inserite l’indirizzo del sito
Leggiamo dal nostro server alcuni file pubblici e l’HTML della home page.
02
Quattro verifiche
Cerchiamo il file llms.txt, controlliamo se robots.txt lascia passare i crawler AI (GPTBot, ClaudeBot, PerplexityBot, Google-Extended), i dati strutturati JSON-LD e la sitemap.
03
Punteggio N su 4
Un semaforo per ogni segnale e un punteggio complessivo, con le indicazioni su cosa aggiungere per farsi trovare e citare dai modelli.
Il metodo
Cosa verifica davvero questo controllo di prontezza AI.
Come per il controllo GDPR, è il nostro server a leggere alcuni file pubblici del vostro sito e l’HTML della home, senza passare da Google. Facciamo quattro verifiche: cerchiamo il file llms.txt, controlliamo se il robots.txt lascia passare i crawler dei modelli (GPTBot di OpenAI, ClaudeBot, PerplexityBot, Google-Extended), rileviamo i dati strutturati JSON-LD nella pagina e la presenza di una sitemap. Ne esce un punteggio di prontezza su quattro.
È utile sapere cosa il test non promette. Verifica che i segnali tecnici ci siano, non che ChatGPT o Perplexity vi citino davvero: quello dipende anche dalla qualità e dall’autorevolezza dei contenuti, che nessuno strumento misura in automatico. E poiché llms.txt è uno standard giovane, la sua assenza non è ancora un errore grave: è un’occasione in più di farsi leggere bene dalle macchine. Leggete il punteggio come una lista di opportunità, non come una bocciatura.
Leggere il risultato
Come leggere il punteggio di prontezza su 4.
Ogni segnale vale un punto e ha il suo semaforo. Quattro su quattro significa che il sito offre alle intelligenze artificiali tutti gli appigli per capirlo e citarlo. Due o tre su quattro è la situazione più comune: manca quasi sempre llms.txt, a volte i dati strutturati. Zero o uno su quattro merita attenzione, soprattutto se il robots.txt blocca i crawler AI: in quel caso restate fuori dalle risposte generate, magari senza averlo deciso.
Una precisazione che evita allarmi inutili. Bloccare i crawler AI non è un difetto in sé: è una scelta legittima, se volete proteggere i contenuti. Il test lo segnala perché sappiate che quella porta è chiusa, non per dirvi che sbagliate. Per la maggior parte delle aziende, però, essere citati da un assistente AI è visibilità in più, non un rischio: vale la pena valutarlo con consapevolezza.
Tre domande tipiche
Cos’è il file llms.txt?
Una proposta di standard: un file di testo in Markdown che riassume ai modelli AI cosa contiene il sito e come citarlo, come fa robots.txt per i motori di ricerca. È giovane, ma sempre più diffuso.
Conviene far entrare i crawler AI?
Dipende dagli obiettivi: bloccarli protegge i contenuti, ma vi esclude dalle risposte generate. Per la maggior parte delle aziende, essere citati da ChatGPT o Perplexity è visibilità in più.
I dati strutturati servono ancora?
Sì, più che mai: i dati JSON-LD (schema.org) aiutano sia Google sia i modelli AI a capire chi siete, cosa offrite e a chi. Sono la base di ogni buona indicizzazione.
Come migliorare
Come farsi trovare e citare dai modelli AI.
Prepararsi all’AI non richiede stravolgimenti: sono gli stessi segnali che aiutano anche Google, più qualche novità.
01
Pubblicate un file llms.txt
Un semplice file di testo in Markdown, nella radice del sito, che riassume chi siete e cosa offrite: è la mappa che i modelli leggono volentieri.
02
Aprite le porte ai crawler giusti
Nel robots.txt consentite l’accesso a GPTBot, ClaudeBot, PerplexityBot e Google-Extended, se volete comparire nelle risposte generate.
03
Aggiungete i dati strutturati
Il markup JSON-LD schema.org dice in modo esplicito nome, sede, offerta e servizi: è la base che sia Google sia le AI usano per capirvi.
04
Tenete la sitemap aggiornata
Una sitemap XML completa aiuta i crawler a trovare tutte le pagine; assicuratevi che i contenuti siano testo leggibile, non solo immagini.
05
Scrivete fatti espliciti
Dichiarate con chiarezza cosa fate, dove e per chi: i modelli citano ciò che capiscono senza ambiguità, non ciò che devono indovinare.
Vogliamo preparare il sito per l’AI?
Dati strutturati, file corretti e struttura leggibile dalle macchine: fa parte della SEO tecnica che consegniamo.
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