Test velocità

Strumento gratuito /01

Test velocità sito web: il punteggio reale di Google.

Punteggio Google PageSpeed e le tre metriche che lo determinano — LCP, INP, CLS — spiegate in italiano. Strategia mobile, dati reali dall’API di Google. Senza registrazione.

Come funziona

Tre passaggi, nessuna registrazione.

01

Incollate l’indirizzo

Scrivete l’URL del sito: la home o la pagina interna che porta più visite.

02

Misuriamo con Google

Interroghiamo l’API PageSpeed Insights in strategia mobile — gli stessi dati che Google usa per il posizionamento.

03

Leggete cosa frena il sito

Punteggio 0–100 e le tre metriche Core Web Vitals spiegate in italiano, senza gergo tecnico.

Il metodo

Cosa misura davvero questo test dei tempi di caricamento.

Dietro il punteggio c’è un motore solo: l’API PageSpeed Insights di Google, la stessa che alimenta pagespeed.web.dev. Interroghiamo Lighthouse in strategia mobile, perché è la versione del sito che Google usa per posizionarvi. Il numero da 0 a 100 nasce in laboratorio, con un telefono e una connessione simulati e standardizzati: così due misurazioni della stessa pagina restano confrontabili nel tempo. Dove il vostro sito riceve abbastanza traffico reale, aggiungiamo anche i Core Web Vitals raccolti sul campo dagli utenti veri di Chrome.

È giusto sapere cosa questo test non guarda. Non giudica la qualità dei testi, non conta i link in entrata, non misura la sicurezza del server né quanto vendete: pesa solo l’esperienza di caricamento di una singola pagina. Un punteggio alto non è la promessa di un primo posto su Google, ma una base tecnica sana su cui tutto il resto lavora meglio. Preferiamo dirlo chiaro: è la fotografia precisa di un aspetto, non la diagnosi completa del sito.

Leggere il risultato

Come leggere il punteggio delle prestazioni del sito.

Il risultato si legge come un semaforo. Da 90 a 100 siete in fascia verde: la pagina compare in fretta anche in mobilità, sul 4G di città come ai bordi della copertura. Tra 50 e 89 la velocità è nella media del web italiano, con margini concreti di guadagno. Sotto 50 siete nel rosso: buona parte dei visitatori da smartphone se ne va prima che appaia la prima riga, e ogni euro investito in pubblicità rende molto meno.

Due falsi allarmi ricorrenti. Il valore oscilla di qualche punto tra una prova e l’altra: è normale, dipende dai server di misura di Google, non dal vostro sito — contano i grandi salti, non i due punti di scarto. E non spaventatevi se il desktop segna 95 e il mobile 40: quasi tutti i siti hanno questo divario, ma è il mobile a decidere la classifica. Guardate sempre quel numero.

Tre domande tipiche

Il punteggio è quello vero di Google?

Sì: arriva dall’API ufficiale PageSpeed Insights, strategia mobile. È lo stesso motore che trovate su pagespeed.web.dev.

Perché misurate solo il mobile?

Perché Google indicizza e classifica in base alla versione mobile del sito. Il punteggio desktop, più alto quasi ovunque, conta poco per il posizionamento.

Un punteggio basso danneggia le vendite?

Sotto i 50, gran parte dei visitatori da mobile abbandona prima del caricamento completo: le campagne portano clic che non diventano richieste.

Come migliorare

Come velocizzare il sito web: cinque interventi concreti.

Un punteggio basso nasce quasi sempre dalle stesse cause, e le prime sono anche le più economiche da correggere.

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Alleggerite le immagini

Convertite le fotografie in WebP o AVIF e attivate il caricamento differito: è la causa numero uno della lentezza e spesso, da sola, dimezza i tempi di attesa.

02

Attivate la cache

Una cache di pagina e del browser evita al server di ricostruire tutto a ogni visita: mezza giornata di lavoro, risultato misurabile da subito.

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Sfoltite CSS e JavaScript

Portate in linea il CSS critico, rimandate il resto e togliete gli script di terze parti che non servono: meno codice da eseguire, prima visualizzazione più rapida.

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Scegliete un hosting all’altezza

Un server condiviso e sovraffollato risponde in un secondo prima ancora di iniziare: un hosting adeguato, con una CDN davanti, taglia quell’attesa iniziale.

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Controllate i font

Limitate le famiglie di caratteri, precaricate quelle essenziali e usate font-display swap, così il testo appare subito invece di restare invisibile.

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