Segnali E-E-A-T

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Segnali E-E-A-T: quanto è credibile il vostro sito?.

Analizziamo otto segnali di fiducia leggibili nel codice della vostra home — HTTPS, contatti, P.IVA, chi siamo, dati strutturati e altri — raggruppati nei quattro pilastri E-E-A-T. Misuriamo i segnali on-page, non la vostra reputazione o competenza reale. Senza registrazione.

Come funziona

Tre passaggi, nessuna registrazione.

01

Inserite l’indirizzo del sito

Leggiamo la home page dal nostro server, come farebbe un visitatore alla prima apertura: analizziamo il codice HTML, non serve installare nulla.

02

Otto controlli automatici

Cerchiamo otto segnali di fiducia leggibili nella pagina — HTTPS, contatti, P.IVA, privacy, chi siamo, portfolio, dati strutturati, profili esterni — e li raggruppiamo nei quattro pilastri E-E-A-T.

03

Punteggio 0–100 e quattro assi

Un punteggio complessivo e il dettaglio per Esperienza, Competenza, Autorevolezza e Affidabilità, con il colore di ogni segnale e cosa manca.

Il metodo

Cosa misura davvero questo test dei segnali E-E-A-T.

Come per il controllo GDPR e per quello di prontezza AI, è il nostro server a leggere la home page del vostro sito, senza passare da Google. Sul codice HTML cerchiamo otto segnali di fiducia che chiunque — un motore di ricerca, un modello AI, un cliente diffidente — userebbe per decidere se fidarsi: la connessione sicura (HTTPS), i contatti verificabili, l’identità legale (P.IVA e ragione sociale), i link a privacy e cookie policy, la pagina «Chi siamo», un portfolio o dei casi studio, i dati strutturati in JSON-LD e i profili esterni. Ogni segnale finisce in uno dei quattro pilastri E-E-A-T — Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità — e pesa sul punteggio complessivo.

Ed ecco il confine, che diciamo subito: misuriamo segnali on-page verificabili nel codice, non l’E-E-A-T reale del vostro sito. Non contiamo i link o le menzioni che ricevete, non leggiamo le recensioni né la vostra reputazione, non giudichiamo se siete davvero esperti o se i contenuti dicono il vero: quella valutazione la fanno le persone — i quality rater di Google e il resto del web — non una scansione dell’HTML. Guardiamo solo la home indicata, non l’intero sito, e non vediamo ciò che compare soltanto dopo l’esecuzione del JavaScript. Un punteggio alto significa che i segnali di fiducia ci sono e sono leggibili, non che Google vi darà un giudizio E-E-A-T positivo.

Leggere il risultato

Come leggere il punteggio E-E-A-T e i quattro assi.

Il punteggio va da 0 a 100 e si legge come un semaforo a quattro livelli. Da 90 in su i segnali di fiducia ci sono quasi tutti e si leggono senza sforzo. Tra 75 e 89 avete una buona base, con pochi elementi da completare. Tra 50 e 74 mancano diversi segnali importanti: è la fascia più comune per i siti aziendali italiani, che spesso curano i contenuti ma dimenticano la parte tecnica. Sotto 50 la pagina espone pochi appigli di fiducia — ed è anche la situazione in cui bastano poche aggiunte per salire in fretta. Accanto al totale trovate i quattro assi, così vedete su quale pilastro conviene intervenire prima.

Due letture da evitare. La prima: un segnale in rosso non è una colpa, ma un’occasione — «nessun dato strutturato» vuol dire che, aggiungendo un blocco JSON-LD, guadagnate punti in un pomeriggio. La seconda, più importante: un 100 pieno non certifica il vostro E-E-A-T. Significa che avete dichiarato bene chi siete, non che il web vi considera autorevoli — quella fiducia si costruisce con contenuti, tempo e reputazione, che nessuno strumento legge dall’HTML. E se il punteggio vi sembra ingiustamente basso, controllate se il sito rende i contenuti via JavaScript: in quel caso molti segnali esistono ma non sono nel codice iniziale che leggiamo, e ve lo segnaliamo con un avviso.

Tre domande tipiche

Cos’è l’E-E-A-T?

È un concetto delle linee guida di Google per i valutatori della qualità (Search Quality Rater Guidelines): Experience, Expertise, Authoritativeness, Trust — esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità. Aiuta Google a stimare quanto ci si può fidare di una pagina, soprattutto sui temi che incidono su salute, denaro e sicurezza.

L’E-E-A-T influenza il posizionamento?

Non è un fattore di ranking diretto né un punteggio che Google assegna: è una cornice di qualità che i valutatori umani usano per addestrare gli algoritmi. Rafforzare i segnali di fiducia aiuta indirettamente, ma nessuno strumento — nemmeno il nostro — misura l’E-E-A-T «reale» del vostro sito.

Perché il test non vede la mia reputazione?

Perché leggiamo solo il codice della vostra pagina: possiamo verificare che i segnali di fiducia ci siano e siano dichiarati, non chi vi cita, che recensioni avete o quanto siete davvero esperti. Quella parte la giudicano le persone e il resto del web, non una scansione dell’HTML.

Come migliorare

Come rafforzare i segnali E-E-A-T del sito.

Rafforzare la fiducia non richiede riscrivere il sito: sono aggiunte tecniche precise, quasi tutte veloci e a basso costo.

01

Pubblicate una pagina «Chi siamo» vera

Con nomi, volti, storia e competenze reali del team, non un paragrafo generico: è il primo posto dove Google e i lettori cercano di capire chi c’è dietro.

02

Rendete i contatti verificabili

Indirizzo completo, telefono ed email reali in chiaro, nel footer di ogni pagina, non solo dentro un modulo: un recapito tracciabile è un segnale di fiducia di base.

03

Dichiarate l’identità legale

P.IVA, ragione sociale e sede nel footer: per un’azienda italiana è la prova più semplice di essere un soggetto reale e raggiungibile.

04

Aggiungete i dati strutturati

Un blocco JSON-LD schema.org Organization (o LocalBusiness) con nome, logo, contatti e profili «sameAs» dice a motori e AI chi siete, in modo esplicito.

05

Firmate e datate i contenuti

Autore riconoscibile, data di pubblicazione e di aggiornamento su articoli e schede: mostrano esperienza reale e contenuti curati nel tempo.

Vogliamo rafforzare la fiducia del vostro sito?

Chi siamo, contatti verificabili, identità legale e dati strutturati a posto: fanno parte della SEO tecnica e di ogni sito aziendale che consegniamo.

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