Strumento gratuito /09
Il vostro sito, letto dall’AI.
Incollate l’indirizzo: un’intelligenza artificiale legge la vostra home come farebbe ChatGPT o un assistente AI, e vi dice cosa ha capito. Di cosa vi occupate, per chi, e quanto è facile — per un’AI — citarvi in una risposta. In meno di un minuto, un verdetto e le tre mosse che contano. Non è il check tecnico di «Pronto per l’AI»: qui l’AI vi legge davvero.
Come funziona
Tre passaggi, nessuna registrazione.
01
Incollate l’indirizzo
La home o la pagina che vi rappresenta. Nessuna registrazione, nessun dato di pagamento.
02
L’AI legge come un assistente
Il nostro server prende il testo, i titoli, i dati strutturati, l’llms.txt e il robots.txt della pagina e li passa a un modello di intelligenza artificiale, con le stesse informazioni che vede un assistente AI quando vi incontra.
03
Leggete cosa ha capito
Cosa fate e per chi, secondo l’AI; un punteggio di «citabilità» da 0 a 100; e tre mosse concrete, in forma di «fate X → ottenete Y». Il resto dell’analisi ve lo mandiamo via e-mail.
Il metodo
Che cosa vede l’AI quando legge il vostro sito.
Un assistente AI non «guarda» il sito come un visitatore: ne legge il testo, i titoli, la meta description, i dati strutturati e — se ci sono — l’llms.txt e le regole per i suoi crawler. Da quei segnali ricostruisce chi siete e cosa offrite. Noi passiamo a un modello esattamente quel materiale e gli chiediamo tre cose semplici: di cosa si occupa questo sito, a chi si rivolge, e quanto sarebbe sicuro di citarlo in una risposta. Il punteggio di citabilità nasce lì: non è la vostra posizione su ChatGPT, è quanto il vostro sito si spiega da solo.
È giusto dire cosa questo strumento non fa. Non promette che ChatGPT vi nominerà, non conta quante volte siete già citati, non è un audit tecnico pagina per pagina. È una lettura qualitativa: lo specchio di come una macchina interpreta le vostre parole. Se l’AI capisce male, di solito è il sito a parlare poco chiaro — ed è una cosa che si aggiusta.
Leggere il risultato
Come leggere il verdetto e la citabilità.
Partite dal verdetto e dalle tre mosse: sono già ordinate per impatto e scritte come azioni, «fate questo → succede quello». Poi guardate la citabilità. Da 75 in su l’AI vi capisce e vi citerebbe volentieri: il sito si presenta bene. Tra 50 e 74 il senso c’è ma qualcosa confonde — un titolo generico, una home che non dice subito cosa vendete. Sotto 50 l’AI fatica a dire di cosa vi occupate: è la prima cosa da sistemare, prima di ogni tattica.
Due letture da evitare. Un punteggio alto non significa «primo su ChatGPT»: significa che vi spiegate bene, il che è la precondizione, non la garanzia. E se «cosa ha capito» non vi somiglia, non è un errore dell’AI: è il segnale che il vostro sito, letto da fuori, racconta una storia diversa da quella che avete in testa.
Tre domande tipiche
È lo stesso di «Il sito è pronto per l’AI?»
No, sono complementari. «Pronto per l’AI» controlla i segnali tecnici — llms.txt, accesso ai crawler, dati strutturati, sitemap — e dà un punteggio su 4. Qui l’AI legge davvero i contenuti e vi dice cosa ha capito. Uno misura gli ingranaggi, l’altro il risultato.
Conservate il testo del mio sito?
No. Il contenuto della pagina viene letto una volta per generare l’analisi e non lo salviamo. In cache teniamo solo il risultato, per 24 ore, così una seconda prova sullo stesso sito è immediata.
Perché l’analisi completa arriva via e-mail?
A schermo trovate subito il verdetto e le tre mosse. Il resto — cosa ha capito l’AI, per chi vi vede, perché quel punteggio — ve lo inviamo via e-mail, così resta a portata di mano quando ne parlate con noi o col vostro team.
Volete che l’AI vi capisca al primo colpo?
Dal verdetto al lavoro: rendiamo il vostro sito leggibile agli assistenti AI e ai motori — contenuti chiari, dati strutturati, llms.txt. A prezzo chiuso, con PageSpeed 90+ garantito da contratto.
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