16 LUG 2026
Preventivo sito web: come leggerlo senza sorprese
Avete chiesto tre preventivi per lo stesso sito e vi tornano tre cifre che sembrano parlare di progetti diversi: 2.400, 6.900, 14.000 euro. Vi pare di confrontare mele con biciclette, e in un certo senso è vero. Un preventivo sito web non è il listino del pane: dentro la stessa parola — «sito da dieci pagine» — ci stanno lavori che valgono il triplo l’uno dell’altro. In questo articolo vi diamo la griglia per leggere un preventivo riga per riga, capire dove si nasconde il prezzo vero e quali domande fare prima di firmare, così le sorprese non arrivano in fattura.
Perché due preventivi «uguali» costano il doppio.
Il malinteso nasce quasi sempre da una parola sola: «pagina». Due preventivi dicono entrambi «sito da dieci pagine», ma uno intende dieci pagine con i vostri testi già pronti da impaginare su un template, l’altro dieci pagine da progettare, scrivere e fotografare su misura. Il secondo costa il doppio e vale il triplo, eppure sul foglio le due righe sembrano identiche. È qui che nasce metà dei «mi hanno chiesto una cifra assurda per la stessa cosa».
Il prezzo di un sito non lo fanno le pagine, lo fanno tre cose che spesso restano implicite: quanto è su misura il design, quanto lavoro c’è sui contenuti, e cosa viene garantito per iscritto. Un preventivo onesto rende esplicite tutte e tre. Un preventivo furbo le lascia nel vago, così può essere il più basso della pila — e recuperare dopo, quando scoprite che le foto, i testi e la seconda lingua «non erano compresi».
Le voci che un preventivo sito web deve avere.
Prima di guardare la cifra in fondo, guardate se ci sono tutte le voci. Un progetto serio si scompone più o meno sempre nello stesso modo, e ogni voce mancante è un costo che tornerà, di solito a lavoro iniziato, quando trattare è più difficile.
Prezzo chiuso o «indicativo»? La riga che cambia tutto.
C’è una differenza sostanziale tra un preventivo «chiuso» e uno «indicativo», e vale più di qualsiasi sconto. Il prezzo chiuso è quello che pagherete: se emergono lavori aggiuntivi, si concordano per iscritto prima, o restano a carico di chi ha fatto il preventivo. Il prezzo indicativo è un punto di partenza che sale in corsa, quando ormai avete investito tempo e non potete tornare indietro.
La stessa logica vale per i tempi. «Consegna in primavera» non è una data; «consegna il 30, con l’1% di sconto per ogni giorno lavorativo di ritardo» lo è. Chiedete sempre se la data è nel contratto e con quale penale: la risposta, più delle cifre, vi dice con chi avete a che fare. Nel nostro caso il prezzo è bloccato alla firma e la data è scritta con la penale — non per generosità, ma perché è l’unico modo per cui «senza sorprese» significhi qualcosa.
Le sorprese che arrivano dopo: i costi ricorrenti.
Il prezzo di costruzione è metà della storia. Un sito vivo costa ogni anno, e un preventivo onesto ve lo dice prima. Hosting adeguato, aggiornamenti di sicurezza, manutenzione: sul mercato la manutenzione professionale viaggia tra i 500 e i 2.000 euro l’anno, e cambia molto cosa comprende. Se vendete online si aggiungono le commissioni sui pagamenti e la fatturazione elettronica, che in Italia passa obbligatoriamente dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate: assicuratevi che sia inclusa o messa a preventivo, non scoperta a negozio aperto.
C’è poi un costo che quasi nessun preventivo nomina ancora, ed è un obbligo: l’adeguamento all’European Accessibility Act, in vigore in Italia dal 28 giugno 2025 per i siti che vendono ai consumatori. Non è una voce facoltativa da «vedere più avanti»: è un requisito di legge, con sanzioni. Un preventivo che lo ignora non vi sta facendo risparmiare, vi sta rimandando il conto.
Come leggerlo in pratica: le cinque domande.
Non serve diventare tecnici. Bastano cinque domande, e il modo in cui vi rispondono conta quanto le risposte: se chi avete davanti si innervosisce, avete già un’informazione.
Confronta i nostri prezzi e tempi, accanto a quelli di mercato →
Cosa include davvero un sito aziendale →
Prima di rifare: misura la salute del sito attuale →
Leggi anche: sito web in 3 settimane, com’è possibile davvero →
Fonti.
Le cifre e le affermazioni di questo articolo vengono da qui. Sono prime fonti, non riassunti: apritele e verificate.
- Agenzia delle Entrate — fatturazione elettronica (SDI)La pagina ufficiale sul Sistema di Interscambio: un costo che ogni e-commerce deve mettere a preventivo.
- AccessibleEU — Commissione europeaDal 28 giugno 2025 l’accessibilità è un obbligo, non un extra: va considerata nel preventivo.
- HTTP Archive — Web Almanac 2024Dati reali su com’è fatto il web oggi: utile per capire cosa si paga davvero dietro un sito.
- web.dev — Web VitalsLa velocità mobile che va garantita con un numero: la differenza tra un preventivo serio e uno vago.
Parliamo del vostro sito.
Analisi gratuita del sito attuale, preventivo chiuso entro 24 ore dalla chiamata.