08 APR 2026
Cookie banner a norma: la checklist 2026 del Garante
Aprite dieci siti italiani a caso e contate: in almeno sette il pulsante «Rifiuta» è nascosto, minuscolo o non c’è proprio. È esattamente il punto su cui il Garante Privacy ha smesso di chiudere un occhio. La regola è semplice — «Rifiuta» deve pesare quanto «Accetta», il consenso dev’essere documentabile — ma è ignorata dalla maggioranza dei banner che analizziamo. Ecco la checklist punto per punto che usiamo per verificare un sito, e come costruiamo i nostri banner perché siano a norma dal primo giorno.
Le regole del Garante, in chiaro.
Il principio è uno solo: il consenso ai cookie non necessari dev’essere una scelta libera. Da qui discendono le regole pratiche del Garante e delle linee guida europee. «Rifiuta» deve avere lo stesso peso visivo di «Accetta»: stesso colore, stesse dimensioni, stessa distanza dal dito. Chiudere il banner con la X equivale a rifiutare, non ad accettare. Nessun cookie di profilazione può partire prima che la persona abbia detto sì. E il consenso va conservato, così da poterlo dimostrare se qualcuno lo chiede.
La checklist, punto per punto.
Questi sono i controlli che facciamo su ogni sito prima di dire se il banner è a norma. Passateli sul vostro: bastano cinque minuti.
Gli errori che troviamo più spesso.
Tre errori tornano quasi sempre. Il primo: il banner con solo «Accetta» ben visibile e il rifiuto sepolto in un sottomenu — è la violazione più comune e la più facile da contestare. Il secondo: gli analytics che partono al caricamento, prima di qualunque clic, perché installati «al volo» anni fa e mai più toccati. Il terzo: il cookie wall, cioè «accetta o non entri», che salvo casi rari non è una scelta libera e quindi non è un consenso valido.
C’è poi un quarto errore, più sottile: il banner «finto conforme», con i due pulsanti di pari peso ma i cookie di profilazione che partono comunque al caricamento, sotto il cofano. A occhio sembra a posto; basta aprire gli strumenti per sviluppatori del browser per vedere i tracker attivi prima di ogni clic. È il caso che il nostro controllo indicativo intercetta più spesso.
Come costruiamo un banner a norma.
Nei nostri siti il banner nasce già conforme: due pulsanti di pari peso, nessuno script prima del consenso, preferenze modificabili in ogni momento e registro dei consensi. Non è un plugin incollato all’ultimo, è parte del progetto. E se avete già un sito, la verifica è il primo passo: il nostro controllo indicativo vi dice in un minuto se banner, policy e tracker sono a posto — poi, se serve, si sistema.
Cosa fare in mezz’ora, oggi: aprite il sito in una finestra anonima, guardate se «Rifiuta» è visibile quanto «Accetta», e con gli strumenti per sviluppatori controllate se partono script di tracciamento prima di qualsiasi scelta. Se una delle due cose non torna, avete già trovato la priorità. Non risolve tutto, ma vi dice se siete nella maggioranza a rischio o nella minoranza a posto.
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Fonti.
Le cifre e le affermazioni di questo articolo vengono da qui. Sono prime fonti, non riassunti: apritele e verificate.
- Garante Privacy — linee guida sui cookieLe regole italiane su banner e consenso: la fonte diretta della checklist.
- EDPB — report della cookie banner taskforceIl documento europeo che uniforma cosa è lecito e cosa no in un banner.
- Regolamento (UE) 2016/679 — GDPR (EUR-Lex)Il testo del GDPR: la base giuridica di consenso libero, specifico e documentabile.
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