03 FEB 2026
Quanto costa un sito aziendale in Italia: i prezzi veri
«Mi hanno chiesto 900 euro e mi hanno chiesto 12.000 per la stessa cosa. Chi mi sta prendendo in giro?» Nessuno dei due, quasi sempre: è che «un sito aziendale» in Italia vuol dire dieci prodotti diversi con lo stesso nome. Il mercato va dagli 800 euro dei costruttori fai-da-te ai 50.000 delle grandi agenzie, e nessuno vi spiega davvero cosa cambia in mezzo. In questo articolo mettiamo una mappa onesta sotto ogni fascia di prezzo — incluso il nostro — e le domande da fare prima di firmare qualunque preventivo.
Le fasce di prezzo, senza giri di parole.
Sotto i 1.000 euro si comprano quasi sempre template montati in fretta: un costruttore fai-da-te o un conoscente «che sa fare i siti». Funzionano finché non vi serve modificarli, posizionarli o farli caricare in fretta su mobile. Nella fascia 2.500–8.000 euro sta il grosso del mercato professionale italiano: design su misura, CMS per aggiornare da soli, SEO tecnica, più lingue. Sopra i 15.000 si va verso strutture complesse, integrazioni con gestionali e progetti multi-sede.
Il nostro listino per il sito aziendale sta nella fascia centrale — € 3.900–5.800, prezzo chiuso nel preventivo — con due voci che altrove raramente trovate nero su bianco: PageSpeed 90+ garantito e data di consegna con penale dell’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo.
Cosa cambia davvero tra una fascia e l’altra.
Il prezzo non lo fa il numero di pagine: lo fanno tre cose. La prima è il design — un tema comprato e riempito costa un decimo di un’interfaccia disegnata sui vostri contenuti, e si vede. La seconda è la base tecnica: un sito che carica in un secondo su mobile richiede lavoro che un template non fa da solo. La terza sono i contenuti veri — testi scritti, foto fatte, traduzioni da madrelingua — che sono spesso la parte che manca nei preventivi troppo bassi, e che poi vi ritrovate a pagare a parte.
Un esempio concreto di cosa si nasconde nella parola «pagine». Due preventivi dicono entrambi «sito da 15 pagine»: uno intende 15 pagine con testi già pronti da impaginare, l’altro 15 pagine da progettare, scrivere e fotografare. Il secondo costa il doppio e vale il triplo, ma sul foglio sembrano identici. È qui che nasce metà dei «mi hanno chiesto il doppio per la stessa cosa».
Le domande da fare prima di firmare.
Un preventivo onesto risponde a queste domande senza esitare. Se chi avete davanti si innervosisce, avete già un’informazione.
Un requisito nuovo che nessuno mette a preventivo.
Dal 28 giugno 2025 l’accessibilità dei siti che vendono ai consumatori è un obbligo di legge europeo, non un abbellimento. Un preventivo che non ne parla o è vecchio, o vi lascia il conto per dopo. Nel nostro caso lo standard WCAG 2.1 AA è parte del lavoro, non un extra a sorpresa: preferiamo dirlo prima, in cifre, che scoprirlo insieme davanti a una segnalazione.
La differenza tra fasce, alla fine, è tutta qui: cosa è garantito per iscritto e cosa è lasciato alla buona volontà. Un template a 800 euro non vi promette una velocità, una data, un obbligo di legge rispettato; un progetto serio sì. Non comprate pagine, comprate promesse mantenibili: ed è su quelle che va letto il prezzo.
Confronta prezzi e tempi, accanto a quelli di mercato →
Cosa include davvero un sito aziendale →
Fonti.
Le cifre e le affermazioni di questo articolo vengono da qui. Sono prime fonti, non riassunti: apritele e verificate.
- HTTP Archive — Web Almanac 2024Dati reali su come è fatto il web oggi: utile per capire cosa si paga davvero.
- Eurostat — statistiche sull’economia digitaleIl contesto europeo in cui un sito aziendale deve rendere.
- web.dev — Web VitalsLa velocità mobile che garantiamo per contratto: la differenza tra le fasce di prezzo.
- AccessibleEU — Commissione europeaDal 2025 l’accessibilità è un requisito, non un extra: va considerata nel budget.
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