12 GEN 2026
Core Web Vitals nel 2026: cosa misura davvero Google
Il titolare di un’officina apre il sito dal telefono, in pausa pranzo, sotto rete mobile: conta i secondi, sbuffa, chiude. Non era un cliente vero, era lui — ma il gesto è identico a quello di chi vi cercava sul serio e se n’è andato. LCP, INP e CLS sono le tre sigle con cui Google misura proprio quel momento, e con cui decide chi mostrare per primo nella ricerca da mobile. Le spieghiamo senza gergo, con esempi di negozi e officine e non di startup, e vi diciamo perché il punteggio desktop — su cui molte agenzie insistono ancora — non conta quasi più nulla.
LCP, INP e CLS: le tre sigle, tradotte.
LCP (Largest Contentful Paint) misura quanto tempo passa prima che compaia il contenuto più grande della pagina — di solito la foto di apertura o il titolo. È la domanda «quanto devo aspettare per vedere qualcosa di utile?». Sotto i 2,5 secondi è considerato buono; sopra i 4, la maggior parte delle persone ha già valutato se restare. Per un negozio di mobili, l’LCP è la prima fotografia del divano; per un’officina, il numero di telefono in alto.
INP (Interaction to Next Paint) misura la reattività: tocco un pulsante, quanto ci mette il sito a rispondere? Dal 2024 ha sostituito il vecchio FID come metrica ufficiale, ed è la più sottovalutata. CLS (Cumulative Layout Shift) misura invece la stabilità: quante volte, mentre la pagina carica, gli elementi «saltano» e vi fanno cliccare la cosa sbagliata. Chi ha provato a premere «Aggiungi al carrello» e ha comprato un altro prodotto perché la pagina si è mossa sa esattamente di cosa parliamo.
Perché il punteggio mobile è l’unico che conta.
Molte agenzie mostrano ancora con orgoglio il punteggio desktop: 98, verde brillante, complimenti. Peccato che Google indicizzi e posizioni i siti in versione mobile da anni, e che i vostri clienti vi cerchino dal telefono, spesso sotto rete lenta e con dieci schede aperte. Il punteggio che conta è quello mobile, misurato in quelle condizioni — non quello desktop preso in ufficio con la fibra.
Ecco perché nei nostri contratti la soglia è una sola e chiara: PageSpeed 90+ su mobile, garantito per iscritto. Non «faremo il possibile»: un numero, verificabile da chiunque con lo stesso strumento pubblico di Google.
Un errore che vediamo spesso: il sito «leggero» che diventa pesante dopo il lancio, perché nel tempo si aggiungono uno slider, un chat-widget, tre pixel di tracciamento e un font in più. Ognuno sembra innocuo; insieme affondano l’INP e l’LCP. La velocità non è un traguardo che si taglia una volta: è una manutenzione. Per questo la rimisuriamo, non la diamo per scontata.
Dati di laboratorio o dati reali: la differenza che cambia tutto.
C’è un equivoco che rovina metà delle discussioni sui Core Web Vitals. Esistono due tipi di misura: i dati di laboratorio (Lighthouse simula un caricamento in condizioni controllate) e i dati di campo (il Chrome UX Report raccoglie i tempi reali degli utenti veri, con i loro telefoni e le loro reti). Google, per posizionarvi, guarda i dati di campo. Un sito può segnare 95 in laboratorio e arrancare sul campo, perché i vostri clienti non hanno tutti l’iPhone nuovo e la fibra.
Cosa fare oggi, in mezz’ora.
Non serve un progetto per iniziare a capire come siete messi. Incollate l’indirizzo nel nostro test di velocità e leggete i tre valori: se l’LCP è alto, quasi sempre il colpevole sono immagini pesanti o un hosting lento; se salta il CLS, mancano le dimensioni fissate su immagini e banner; se l’INP è alto, c’è troppo codice di terze parti che blocca il telefono. Da lì sapete se basta una giornata di ottimizzazione o se conviene rifare la base — e in entrambi i casi partite da un numero, non da una sensazione.
Misura ora i Core Web Vitals del tuo sito — gratis →
Sito lento? Le 7 cause reali e quanto costa sistemarle →
Fonti.
Le cifre e le affermazioni di questo articolo vengono da qui. Sono prime fonti, non riassunti: apritele e verificate.
- web.dev — Web VitalsLa pagina di Google che introduce e definisce i Core Web Vitals.
- web.dev — Largest Contentful Paint (LCP)La metrica di caricamento: soglia buona sotto 2,5 secondi.
- web.dev — Interaction to Next Paint (INP)La metrica di reattività che dal 2024 ha sostituito il vecchio FID.
- web.dev — Cumulative Layout Shift (CLS)La metrica di stabilità visiva: soglia buona sotto 0,1.
- Chrome UX Report (CrUX)I dati di campo su utenti reali, quelli che Google usa davvero per posizionarvi.
Parliamo del vostro sito.
Analisi gratuita del sito attuale, preventivo chiuso entro 24 ore dalla chiamata.